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Assemblea Generalissima 19 Nov |
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Mercoledì 19 Novembre 2008 11:16 |
Attenzione!!!Assemblea Generale alle ore 18.00 di mercoledì 19.Si parlerà del corteo del 14 Nov a Roma, delle idee emerse durante la due giorni (15-16 Nov) di assemblee nazionali a cui alcuni di noi hanno partecipato, e degli impegni futuri. E' importante esserci tutti. Abbiamo confezionato un volantino per pubblicizzare la cosa, vi preghiamo di stamparlo, riempire le righe vuote con la vostra fantasia, e farlo girare. Lo trovate sotto materiali/volantini/volantino_ass19.pdf Per inserire punti all'ordine del giorno, mandate una mail a:
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Siate puntuali perchè a seguire c'è la festa del Job Forum e altre amenità.
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Mercoledì 12 Novembre 2008 16:42 |
ASSEMBLEA DI FACOLTA’ 11/11/2008 Aula 106 – Dipartimento di Psicologia “Gaetano Kanisza”, via Sant’Anastasio 1 .Giacomo: introduzione, riepilogo. 2. Anna: descrizione linee guida Gelmini (prevista riforma dell’università). Non risolve davvero la situazione. Non per tutti la riduzione del blocco del turnover. Atenei “virtuosi”, cioè chi spende troppo. Crescita fondi per il diritto allo studio; facendo i calcoli, 4€ per studente? Michele: i soldi che darebbero alle scuole, da dove vengono? Anna risponde. Giacomo: non c’è organismo di valutazione. 3. Giacomo: 14 novembre Anna: treni. Giacomo: Atelier. Anna: aula autogestita in facoltà? Manca propositività. Hiwet: riferisce di Roma. Lezioni in piazza in “pratica”, come le lezioni dovrebbero essere in genere. Alessandra (Scarcia): manca partecipazione e condivisione. Hiwet: risponde. Giacomo: modera. Partecipazione manca ma mobilitazione deve continuare. Introduzione gruppi di lavoro Anna: sito! 4. Andrea (Chittaro): presentazione del sito di facoltà. Ruolo della comunicazione. Internet è il mezzo più immediato, veloce e probabilmente diffuso. Migena: ma a cosa serve? Andrea (Chittaro): risponde. Alessandra (Scarcia): serve a condividere contenuti. Andrea (Chittaro): Esempio, professore comunica sul forum il rinvio di un esame. Presentazione pubblica del sito. Giulia: partecipazione dei professori? Pratica? Cosa farò sul campo? Hiwet: mobilitazione pratica! Anna: 1. gruppi di lavoro. 2. “conferenze”. Riccardo: versante di analisi economica. Nadia: tavoli di lavoro del Coordinamento 133 – Rettore. Michele: psicologia nell’università. Hiwet: ha senso a livello di facoltà? Risposte varie. Preside Gerbino: “Multum, non multa” Produrre tanto. Collaborazione. Azione per il futuro. Priorità: lavorare sul futuro della facoltà più che sull’insegnamento, che comunque è importante. “Pendolo” tra estremi e disponibilità dialogo. Rischi della facoltà. Impatto delle linee guida. Competizione tra facoltà se poche risorse. Studenti Trieste “lodati” per aver indagato sulla produttività scientifica. Autovalutazione rispetto ad altre facoltà. Chi viene colpito? Michele: non si fomenta la 133 così? Gerbino: si sa già della competitività; nessuno fa nulla, ma non è un tema eludibile. Cerchiamo di sopravvivere. Alessandra (Scarcia): non è fare il gioco della 133? Gerbino: bisogna chiedersi il perché. No modello di suddivisione risorse condiviso. Giulia: perfetto, autocritica, e propositività. Plusvalore della facoltà di Trieste potrebbe essere il lavoro sul campo. Gruppi di lavoro: Approvato. -Analisi facoltà -Ricerca e produzione contenuti -Comunicazione -Logistica Aula disponibile. A14 – Giovedì h. 17.00 e bacheca in aula relax (piano terra, macchinette). Approvato. Giornata di lezioni in piazza di Psicologia. Approvato. Cosa produrre? Rinviato ai singoli gruppi -Documenti -Conferenze -Lezioni in piazza; calendario unico -Manifestazioni -Striscioni Facoltà aperta di notte; con proposte ed attività. Collaborazione con Scienze della Formazione: Approvato. Manifestazione il 14? Cosa fare con i soldi “risparmiati”? -Creazione striscione/i. -Incontro aperto di informazione su legge 133 e 137, aggiornamenti, rassegna stampa. -Interventi esterni E interni. -Cineforum 9-10 10-11 11-12 15-16 16-17 18-19 -Budget? -Pubblicità. CON MAPPE -Avvisare stampa ed informazione pubblica -SPARGERE LA VOCE
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Assemblea dei Ricercatori - documento da sottoscrivere |
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Mercoledì 12 Novembre 2008 15:30 |
L'assemblea dei ricercatori di UniTs ha deciso di chiedere a tutti coloro che aderiscono allo sciopero di venerdì 14 di sottoscrivere il documento allegato per diffonderlo alla stampa ed ai mezzi di diffusione. L'intenzione è quella di sottolineare la coesione dell'ateneo nel rifiuto dei tagli e la volontà di riforma dell'università su basi scientificamente e eticamente adeguate. Le adesioni vanno segnalate, via mail, all'indirizzo…. (il mio è
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) ---------------------------------------------------------------- Noi, appartenenti alla comunità dell'Università degli studi di Trieste, aderiamo alla giornata di protesta del 14 novembre in quanto riteniamo che la politica di tagli e restrizioni avviata con le recente normativa distrugga, se non modificata, il sistema universitario italiano per come si è sviluppato finora. In particolare le disposizioni previste dalla legge 133, e intaccate in misura minima dal decreto emesso martedì 11 novembre, pongono la gran parte degli atenei italiani in condizioni tali da non poter coprire le proprie spese (ricerca, didattica, retribuzioni), già a partire dal 2010. E questa è cosa del tutto diversa dal "recupero del gap di competitività nei confronti dei principali partners europei" che il Governo ha individuato come obiettivo strategico nelle sue Linee guida per l'Università, appena diffuse. A tutti noi è chiaro che l'Università italiana ha oggi bisogno di una profonda riforma che valorizzi, accanto al mantenimento del suo ruolo di pubblico strumento di promozione sociale, la produzione ed la diffusione adeguata delle conoscenze scientifiche e consenta una corretta funzionalità amministrativa. Siamo anche consapevoli che l'organizzazione del sistema universitario italiano presenti al suo interno disfunzioni che in parte derivano anche dall'operato di chi appartiene allo stesso sistema, che deve essere giudicato dalla magistratura se e quando violi la legge. Queste disfunzioni, però, non giustificano l'uso indiscriminato, come accade sempre più spesso di leggere e di sentire, di un atteggiamento pregiudiziale nei confronti di chi lavora scientificamente consentendo all'Italia di mantenere livelli di produzioni scientifica che risultano in linea rispetto a quelli dei principali paesi occidentali, ma che al contempo appaiono sproporzionati rispetto a quanto viene investito altrove nello stesso settore (l'1,1% del Pil contro il 2,5% della media Ocse). Anche per questo l'uso indifferenziato del termine "baroni" per indicare chiunque svolga a tempo indeterminato ricerca e didattica è offensivo per chi lavora seriamente nell'università italiana, la quale non ha mai avuto un Carlo V che proclamasse "todos caballeros". L'Università è un'istituzione dello Stato italiano che agisce in base alla legislazione vigente. Il primato riconosciuto alla politica richiama chi ci governa a scegliere se e come riformare l'alta formazione italiana. Le strade, a questo punto, sono due. Da un lato la via della catarsi, per cui l'odierno sistema viene portato in condizioni tali da collassare per lasciar spazio ad uno nuovo, basato su altri criteri, con conseguenze politiche e sociali diverse a seconda del modello adottato. Dall'altro l'avvio di una profonda riforma che però tenga conto dello stato delle cose, evitando improvvide fughe in avanti e/o rapidi scarti, nella convinzione che tali processi non possono avvenire a costo zero ed in tempi ristretti. Il punto di partenza per un possibile rinnovamento dell'alta formazione italiana è quello della valutazione scientifica della stessa, valida per tutti e affidata ad un'autorità terza e proprio per questo non improvvisata. Una simile scelta, pur non mettendo fine a certe "pessime prassi" oggi presenti, consentirebbe di avviare un processo di differenziazione di certo migliore del brutale rapporto tra spesa in stipendi e fondo di funzionamento ordinario che attualmente distingue gli atenei tra virtuosi e non virtuosi e che anche penalizza in misura impropria il nostro ateneo. Noi, di essere valutati, non abbiamo paura.
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